
Descrizione - Specie di grande taglia, con corpo robusto, affusolato ed alquanto allungato, con modesta compressione nella sola regione caudale. Testa non molto sviluppata dal profilo tondeggiante, con muso corto e con parte dorsale appiattita. Lo spazio interorbitale è molto ampio, gli occhi sono di medie dimensioni. Bocca terminale, ampia, carnosa, che giunge all'indietro fino al margine anteriore dell'occhio, priva di barbigli. Denti faringei seghettati, compressi lateralmente e disposti in 2 serie su ciascun lato. Squame ctenoidi di grosse dimensioni e orlate di scuro. Linea laterale ad andamento pressoché orizzontale, leggermente incurvata verso l'alto nella porzione anteriore. La pinna dorsale ha base corta ed il margine arrotondato, si origina appena anteriormente alla base delle pinne ventrali. La pinna caudale è biloba. Il dorso è grigio brunastro o bruno verdastro, gradualmente più chiaro sui fianchi che assumono riflessi argentati o bruni con riflessi dorati; il ventre è bianco. Le pinne sono di colore grigio più o meno scuro; le pettorali e le ventrali possono avere sfumature rossastre. La lunghezza e il peso degli adulti possono superare, rispettivamente, 1 m e 40 kg.
Habitat e abitudini - Nelle nostre acque non ha un vero e proprio areale di distribuzione in quanto la sua diffusione è dovuta essenzialmente alle semine, per altro scarse, effettuate in alcuni canali e bacini lacustri. Vive nelle acque di pianura, a lento corso o stagnanti, ricche di vegetazione. Sopporta un'escursione termica che va da 0 a 33 °C (ma può tollerare anche valori di 38-39 °C). La specie ha una discreta resistenza a basse concentrazioni di ossigeno, gli è sufficiente, per brevi periodi, una quantità di ossigeno disciolta di 0,4 parti per milione. L'amur sopravvive a una salinità dell'11-12%.
Alimentazione - Le forme giovanili si nutrono di zooplancton, mentre gli adulti, pur essendo onnivori, adottano precocemente una stretta fitofagia, con una assunzione preferenziale delle macrofite acquatiche più succulenti quali: Elodea canadense, Ceratophyllum demersum, Potamogeton pectinatus, Miriophyllum spicatum. Negli habitat dove le idrofite siano scarse, la carpa erbivora utilizza massivamente le alghe filamentose nonché nel caso dei soggetti di grossa taglia - piante emerse come Phrogmites e Typho. C. idellus inizia ad alimentarsi intorno ai 12 °C, comporta una razione giornaliera dell'ordine del 50% circa dei peso corporeo a 20 °C e raggiunge il massimo verso i 25-27 °C (100-120% dei peso corporeo), per crollare infine al di sopra dei 33 °C.



